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L’arte di amare di Fedez

Non è il titolo del meraviglioso saggio di Erich Fromm o del libro di Ovidio, ma più semplicemente delle considerazioni di questo scrivente che scrive sotto pseudonimo per non essere riconosciuto ed essere picchiato per strada.

E diventando un problema per il mio direttore.

Posto ciò sappiamo cosa stia accadendo alla coppia Ferragni-Fedez in cui quest’ultimo ha lasciato la compagna per motivi che i quotidiani suppongono, ma certo è che se anche il Corriere della Sera – in linea teorica il più importante giornale italiano – ne parla significa che il giornalismo attuale è alimentato sostanzialmente dagli italiani cazzini e pettegoli.

Ma è lo specchio dei tempi perché sono tramontati i grandi ideali.

Come abbiamo letto sui social e sui quotidiani, la faccenda della Ferragni ha raggiunto un livello karmico impressionante perché oramai si è sputtanata in maniera irreversibile e chi l’adorava adesso la odia perché si è sentita tradita su ogni fronte non tenendo a mente che la stessa ragazza è stata ed è una geniale imprenditrice ma che – in base alle contestazioni delle procure italiane – “leggermente” avida di denaro.

La Ferragni quindi è vittima del suo stesso sistema eccessivamente disinibito in funzione del dio denaro in cui i suoi follower l’hanno assurta nell’Olimpo degli Dei anche quando promuoveva prodotti incomprabili sia per la fattura sia per i costi del prodotto che promuoveva.

Tralascio volutamente ciò che la stessa ha esternato lo scorso anno a San Remo e il suo pensati libera e su cui scrissi un pezzo, ma certo è che la ragazza in questione è innegabile che è sul viale del tramonto e prima o poi dovrà cominciare a lavorare seriamente.

Ma i danni che ha provocato nella società italiana che ha visto il moltiplicarsi degli influencer sono inimmaginabili perché in molti hanno preferito fare un video su tik tok piuttosto che alzarsi la mattina e andare a timbrare il cartellino in fabbrica o mungere gli armenti su qualche malga delle Alpi o casale del nostro appennino.

E di questo decadimento della diafana Ferragni gli italiani, popolo notoriamente invidioso, ne sono felici.

Ma il termine della questione è Fedez suo compagno che se da una parte mi sta nel cuore perché non sta bene – anche se qualcuno ne gode in maniera orribile – dall’altra, spurgato da questo moto di pietà, mi sta sulle palle perché un esempio assai negativo per tanti giovani.

Un uomo che ha fatto proclami a destra e a manca, diventando l’ovvio paladino della sinistra chic, ma non operaia, e tuonando in virtù di un politicamente corretto che alla fine sta stufando e di cui si vedono i primi timidi segnali.

Un uomo che forse ha il culto di se stesso e che alla prima vera difficoltà della compagna è scappato con la governate (come si diceva un tempo).

Ne emerge un quadro deprimente sull’arte di amare perché al di là dei proclami se un uomo non solidarizza con la propria donna nei momenti di difficoltà (e viceversa sia ben chiaro) significa che è un ominicchio, come diceva Sciascia.

Sin troppo facile pensare alle famiglie in cui si è cresciuti (ho 60 anni) in cui l’amore era anche basato sul vincolo della solidarietà affettiva che oggi manca perché è un vincolo soprattutto economico.

E le famiglie erano solide e si guardava tutti verso la stessa direzione se non altro per garantire un buon futuro alla prole.

Oggi, con la perdita irrimediabile dei valori, si assiste ad una debacle decadentista causata dalla mera logica del profitto e di un benessere che tarda a venire a motivo del quale, quando il tenore di vita non è più lo stesso, la famiglia si sfascia con buona pace dei figli.

Sarebbe più logico che ciò accadesse se uno dei due si invaghisse di altra persona perché l’amore oramai non è più quello dei primi tempi, ma il legittimo sospetto che Fedez abbia lasciato la Ferragni perché è entrato in crisi il sistema remunerativo della stessa è dietro l’angolo.

È la biasimevole logica del profitto sia economico sia morale che culmina in uomini che se offrono una cena ad una donna non lo fanno per galanteria, ma per effettuare un investimento sessuale mettendo in conto analisi costi della cena e trombata ipotetica.

La logica del profitto sessuale.

Ne consegue che gli ultimi romantici hanno vita difficile che però hanno la granitica certezza che il loro modo di concepire le cose sia giusto perché basato sul rispetto e facendo nascere l’ulteriore legittimo sospetto che si trasformino in eroi delle affettività.

Per paradosso oggi il sistema famiglia salta al momento che si prende atto che si è sconfinato dal fido in banca.

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