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“Snooker, steccate poetiche”, il primo libro italiano interamente dedicato a questo sport

Intervista all’autore, Stefano Duranti Poccetti

Stefano Duranti Poccetti è nato ad Arezzo il 27 marzo 1987, vive a Cortona. È scrittore, giornalista e traduttore dalla lingua francese. Si è laureato in Discipline Letterarie Artistiche e dello Spettacolo. È fondatore e direttore del quotidiano web Corriere dello Spettacolo. Collabora con Il Giornale (inserto Il Giornale Off), Il Borghese, Sipario, La voce del popolo (quotidiano per italiani in Slovenia e Croazia), Opera Life e L’etruria. I suoi contributi: poesie, drammi, saggi, articoli vari sono stati riportati in alcune testate, quali: Teatro Contemporaneo e Cinema, La Battana, l’Osservatorio LetterarioFerrara e l’Altrove, Alessiobaroncini.it, La Repubblica e Il Secolo d’Italia. Sta per pubblicare la sua raccolta di racconti “Johann Rubinstein e altri racconti” con Rocco Carabba editore.

Quest’anno è uscita la sua nuova pubblicazione, molto interessante, della quale parleremo con lui nella seguente intervista: “Snooker, steccate poetiche” (StreetLib, 2023), il primo libro italiano interamente dedicato a questo sport. La prefazione del libro è affidata al commentatore di Eurosport Maurizio Cavalli, che così si esprime: “Dopo tanto snooker visto in tivù sin dall’inizio del nuovo millennio sui canali di Eurosport Discovery, ecco finalmente disponibile per gli appassionati anche un buon libro su una specialità che, nel mondo, è considerata decisamente quella di maggior richiamo sul panno verde, per l’interesse mediatico che è in grado di creare e gli sviluppi commerciali che ne derivano. Tra l’altro un’opera ‘prima’, visto che si tratta non solo di una pubblicazione in lingua italiana, ma anche del primo libro di Snooker scritto da un autore italiano.”

Snooker, steccate poetiche” è il primo libro italiano non manualistico su questa disciplina di biliardo, sempre più seguita. Lo snooker non è uno sport molto conosciuto in Italia. Perché hai deciso di descriverlo? Sei un appassionato? Lo pratichi?

“Il mio interesse per questa disciplina è nata leggendo il libro “Il mio biliardo” di Mordecai Richler, uno dei pochi romanzi incentrati appunto sullo snooker. È nata in me così la voglia di scriverne un libro alla mia maniera, vale a dire raccontando storia, personaggi e aneddoti di questo sport attraverso brevi frammenti poetici in prosa. No, non sono un giocatore, a biliardo a volte gioco per divertimento, ma in modo totalmente amatoriale”.

Cos’è esattamente lo snooker? In che consiste questo gioco? Dove e quando è il suo campionato?

“Questa è una domanda complessa, ci vorrebbe molto per spiegare in modo approfondito le regole del gioco. Si tratta di una specialità di biliardo a punti, dove ogni palla ha una sua valenza. Si gioca su un grande tavolo con quindici palle rosse e sei bilie di differente colore. Ogni palla rossa vale un punto, le altre vanno da un valore di due punti fino ad arrivare a sette. Vince chi fa il punteggio più alto. Prima d’imbucare ogni palla colorata, bisogna sempre imbucare prima una palla rossa. Terminate le rosse sul tavolo, inizia la serie finale, partendo dalla palla gialla, del valore di due punti, fino alla nera, che ne rappresenta sette. Lo snooker è molto giocato soprattutto nel Regno Unito ed esistono molti tornei, il più importante è il campionato mondiale, che si gioca al Crucible Theatre di Sheffield”.

Non è la tua prima pubblicazione sportiva. In passato ne avevi dedicato un libro simile sul baseball. Si può dire che ami lo sport. Stai ancora preparando un altro libro sportivo per caso?

“Sì, mi piace trattare lo sport in modo alternativo e poetico. Ho appena concluso il libro “Istanti di baseball”, che in pratica è la versione aggiornata di “Frammenti di baseball”, dove troverete nuovi brani e anche altro materiale, come racconti, testi teatrali, traduzioni di haiku giapponesi. Il tutto arricchito dalla prefazione del grande studioso ed ex umpire internazionale Michele Dodde e da un pensiero di Roberto Cabalisti, che è stato uno dei più importanti giocatori italiani di questo sport”.

La prefazione l’ha scritta Maurizio Cavalli e all’interno è anche presente una piccola nota di Marco Palmieri, campione italiano 2021, che arricchisce ancor più questo libro, un insieme di piccoli brani che formano la storia dello snooker. Come ricordi questa collaborazione?

“La ricordo con grande emozione. Con Maurizio, e devo ringraziare Merry Fontes da Silva per avermici messo in contatto, si è instaurata ormai un’amicizia e la sua collaborazione per me è stata preziosa, perché, oltre ad avere scritto la prefazione, mi ha dato tantissimi suggerimenti per migliorare il libro e per correggere alcune nozioni tecniche inesatte. Marco Palmieri mi ha sorpreso. Lo conoscevo come giocatore e ha scritto un piccolo testo da inserire nel volume, composto con una vocazione poetica fuori dal comune, qualità che non ti aspetti da chi non è avvezzo alla scrittura. Permettimi di fare un altro ringraziamento doveroso, che va a Marco Staiano, fondatore e direttore di Snooker Italia, profondo conoscitore di questo sport. Marco è stato il primo a credere in “Snooker, steccate poetiche” e anche lui, come Maurizio, mi ha dato tanti consigli e tanti spunti per rendere il testo completo e sicuramente migliore rispetto a quando si trovava in fase di bozza”.

Così c’immergiamo in questo oceano, inebriati dallo Snooker e dalla Poesia d’un viaggio imminente.” Così comincia il tuo libro e con questa frase trascini i lettori nella storia della disciplina, in modo certamente inusuale e poetico. Si può dire che lo snooker è una disciplina poetica? A chi lo raccomandi?

“Non solo lo snooker, credo che in tutti gli sport si possa trovare poesia, anche se penso che, sì, alcuni siano più poetici di altri, ma questa è solo una visione soggettiva. Raccomando questo libro a chi ama lo snooker e a chi voglia conoscerlo o approfondirlo. Lo raccomando però anche a chi lo snooker non interessa e che voglia solo leggere un libro di poesia. Sono felice di avere riscontrato tanti pareri positivi tra i lettori, anche di coloro che, appunto, sono totalmente a digiuno di questo sport”.

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