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Israele, Gaza e gli ingazzati

Vediamo cosa sta accadendo in Medio Oriente in una terra che non ha pace e che mai forse la troverà per le posizioni antitetiche tra palestinesi e israeliani con una escalation di orrori che lascia basita la maggior parte delle persone, ma che danno anche il là a tanti – ora di destra ora di sinistra – di far emergere un antisemitismo di fondo che è durissimo a morire e che va a corrente alternata.

Non sto qui a ripercorrere le tappe di quella terra martoriata da sempre perché tanto è oltre modo pacifico che ognuno ha le sue idee che culminano da una parte con chi pensa che gli ebrei abbiano rubate terre agli arabi (in realtà pagate una fortuna per essere polvere e sassi e poi trasformato tutto in un giardino dell’Eden) e dall’altra – più sommessamente – coloro che invece pensano che sia stato giusto dare agli ebrei una terra dove vivere quale indennizzo a quello che è stato fatto loro durante la seconda guerra mondiale e di cui non solo il nazisti tedeschi ma anche tanti altri sono stati più o meno complici o indifferenti con il risultato che – se indifferenti – è come se avessero avallato il pogrom.

Illuminante su ciò che è accaduto agli ebrei è il libro La banalità del male di Hannah Arendt che è il resoconto drammatico e terribile della Shoah durante la ricostruzione del processo in Gerusalemme al grande artefice dello sterminio di detto popolo ad opera di Eichmann all’inizio degli anni ‘60 del secolo scorso.

Perché è da lì che si deve partire per capire il popolo ebraico che reagisce – a volte anche in maniera eccessiva – a chi lo attacca con il risultato che lo stato di Israele viene definito nazista da tante persone anche poco intelligenti o poco studiose perché accecate da un antisemitismo preoccupante che tarda a morire.

Ma quello che mi lascia perplesso sono le reazioni scomposte da parte dei grandi pensatori di origine ebraica che definiscono il loro governo nazista e quindi non onorando la memoria dei padri che sono diventati cenere non tanto per il tempo di decomposizione trascorso, quanto perché passati per il camino (come ebbe a scrivere nel bellissimo libro di Vincenzo Pappalettera Tu passerai per il camino).

E questo alimenta altre reazioni scomposte da parte di tanti che pensano che se perfino altri ebrei parlano male di altri ebrei, a maggior ragione chi non lo è si sente legittimato a gettare letame sugli ebrei.

Figuriamoci.

Tra l’altro c’è una sorta di sommessa giustificazione da parte di tanti italiani con una considerazione: dopo lo sgozzamento di tanti bimbi in un kibbutz e fatto notare ciò, tanti rispondono e allora i missili israeliani su Gaza?

Con tale domanda quindi si sdogana esplicitamente tanto orrore.

Non voglio rammentare a me stesso la appassionata difesa dei sionisti da parte di Oriana Fallaci, osannata a sinistra sino a quando scrisse contro la guerra del Vietnam nel libro Niente e così sia o in Un uomo parlando del suo compagno Panagulis e poi accusata – per il suo filo sionismo e una sostanziale diffidenza verso gli arabi – di essere diventata di destra, ma certo è che regna sovrana una contraddizione di tanti che difendono la Segre in funzione anti Meloni e il giorno dopo inneggiano ad Hamas.

Di fatto lo sdoganamento del terrorismo e non di atti di guerriglia che sarebbe stato più normale e cominciato tanti anni fa con il plauso dell’attentato ai danni di una compagnia di soldati altoatesini inquadrati nell’esercito tedesco in via Rasella a Roma e che diede il là alla rappresaglia nazista delle Fosse Ardeatine gridando tutti all’orrore.

Ma lì è stata una rappresaglia giudicata inammissibile mentre quella israeliana un atto inumano, pensate un po’.

Ora, non giustifico nessuno e non ho soluzioni se non quella di una intima speranza che questo disastro cessi il prima possibile a mezzo di una personale preghiera, ma certo è con tale guerra si stia tutti in apprensione.

Personalmente sono molto più filo israeliano che filo palestinese anche se considero quest’ultimo popolo la vittima sacrificale non tanto degli israeliani che si difendono, quanto degli arabi stessi che li schifano e li usano come cavallo di troia per attaccare Israele stesso, dimenticando che Yasser Arafat (l’ex capo dell’OLP) quando morì era uno degli uomini più ricchi del mondo mentre il popolo che diceva di difendere moriva di fame.

Non si può certo dire, come afferma il professor Franco Cardini medievista, che sia uno scontro di civiltà o il tramonto dell’occidente, ma uno scontro tra due religioni abramitiche che invece si somigliano abbastanza se si legge il Talmud e il Corano sulla condizione della donna al punto che San Paolo sembra in confronto la sdoganatissima Ferragni.

Perché questo è il problema, religioso – poco da fare.

E l’ultima religione abramitica, il Cristianesimo, sta alla finestra a guardare le sorelle che si scannano per un pezzo di terra con stratagemmi verbali di equidistanza che, in ulteriore confronto, Clemente Mastella è un estremista.

Ruben Della Rocca, già vice presidente della Comunità Ebraica di Roma, sostiene che questo rinnovato odio nasce sulla base di un falso storico (o fake news vedete voi) che sono I protocolli dei Savi di Sion, elaborati della polizia segreta zarista all’inizio del XX secolo per diffondere l’odio, nell’impero russo, verso gli ebrei e la massoneria.

In realtà l’intento è andato ben oltre e sappiamo come è andata a finire e cosa si sta verificando oggi in cui si nota che Israele chiede solo una cosa: poter vivere senza la paura di razzi sul corso di Tel Aviv che se lanciati provocano la reazione del loro Golem.

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