Free Porn
Cover Wise Assicurazioni
23.7 C
New York
lunedì, Giugno 24, 2024

Buy now

coverwisecoverwisecoverwise

L’eterno 8 settembre di politici e italiani

Sono passati 80 anni da quella fatidica data che tanto scompiglio ha portato nella nostra società Italiana che ancora non si è pacificata.

È la data dell’armistizio tra alleati e noi con la nascita della Repubblica di Salò con l’occupazione nazista di gran parte dell’Italia e che ebbe il tragico epilogo con lo scempio di Piazzale Loreto a Milano e l’immagine dei gerarchi, di Mussolini e della Petacci appesi alla tettoia di un distributore a testa in giù manco fossero capocolli messi lì ad invecchiare.

E puntualmente ogni anno si rinfocolano le polemiche tra chi festeggia tale data come fine di un’era e inizio drammatico di un’altra che si sta protraendo e chi vede in tale data il segno di un tradimento all’alleato tedesco.

Sostanzialmente la eterna diatriba tra presunti nostalgici e presunti partigiani di oggi, che se da una parte può suscitare ilarità per i motivi che scriverò dopo, dall’altra ritengo che sostanzialmente ci stiamo iniziando a rompere le palle di questa ricorrenza sia per un verso che per un altro.

Non è mio compito dire cosa sia avvenuto perché è storia raccontata dalla Ferragni, quale erano i motivi scatenante di quell’8 settembre, ma ritengo che il segnale dell’inizio della debacle del fascismo come consenso ad esso si sintetizza con la promulgazione delle leggi razziali del ‘38 e con il patto d’acciaio con Hitler nel 1939 per due ordine di fattori: la prima è che gli italiani non sono razzisti e trovarono abominevole escludere gli ebrei anche come amici (checché la sinistra di oggi dica il contrario) e la seconda è che gli italiani stimano i tedeschi, ma gli stanno sulle palle.

Oggi tale data è funzionale a far mantenere il punto a due fazioni che si guardano in cagnesco e che entrambi potrebbero avere ragione storicamente, ma non sopporto- come tanti di noi – la esaltazione di entrambi gli schieramenti al di là del credo politico.

I nostalgici pensano a tale data come tradimento dell’alleato tedesco mentre i partigiani – in cuor loro – volevano sostituire un regime con un altro colorato di rosso con il laconico risultato, a quanto pare, che in Italia dopo l’8 settembre ci fossero 20 milioni di partigiani.

E sono entrambe delle stupidate inarrivabili idealizzate da ragazzi influenzabili dal nulla.

Questo perché, per come la penso immodestamente io, avere ragazzetti di oggi che fanno il saluto romano, mettono le mani sotto la ascelle mentre sono sull’attenti, che inneggiano alla dolce morte e sono sostanzialmente anche un po’ anti semiti, quando parlano di onore sinceramente mi fanno ridere perché mandano a cagare i genitori o brutalizzano verbalmente la fidanzata in una sorta di supermachismo e del super io che neanche sanno cosa significhi.

Dall’altra gli altri ragazzetti iscritti all’Anpi (associazione nazionale partigiani d’Italia) che si atteggiano ad alternativi, di lotte in montagna per le libertà di tutti quando in realtà vanno a Cortina o Capalbio con il macchinone del papino.

Ma entrambi gli schieramenti, che idealizzano per un verso o per un altro la guerra per opposti motivi, quasi scappano per paura avanti ai fuochi di artificio per le feste patronali.

E quindi si coprono di ridicolo tutti perché, dopo 80 anni, c’è solo qualche nonno o super nonno che potrebbe ricordarsi di ciò che fu e che non dovrà mai più essere.

Ma è una battaglia persa e spiego il perché’ di questo articolo.

Gli italiani vivono perennemente un 8 settembre nel senso di tradimento a causa dei politici di oggi, che vanno dalla ricca Schlein che ha tradito i valori di Gramsci in funzione di un politicamente corretto non parlando di lotte per l’occupazione e il salario ma concentrando gli sforzi solo su ciò che riguarda le famiglie arcobaleno e simili, alla Meloni che ha tradito i valori della destra incarnati da Evola, Guenon, Scaligero e Romualdi andando a prendere il viatico nei plutocrati USA o dalla Unione Europea pur parlando di Patria (ahahahahah).

E afferma che ha letto “Il Signore degli Anelli” di Tolkien per sentirsi di destra quando nasce invece il ragionevole dubbio che abbia letto Geronimo Stilton, visti i risultati.

Il problema nasce che non siamo più partigiani o combattenti per ovviare a questa continua presa in giro di tutti quanti che stanno portando la nostra amata Nazione ad un declino morale ed economico ma soprattutto di ideali, risultando che la data dell’8 settembre è solo funzionale a sentire vive certe prese di posizione vecchie a persone morte dentro, e rese di posizione che sono invece smentite dal lassismo di oggi e del volemose bene quando gioca la Nazionale di calcio.

Su tutto la neo borghesia anche cattolica – nelle intenzioni, ma pagana nei fatti – che festeggia tale ricorrenza solo quel giorno (grazie a Dio) dimenticando che si è rimasti incarogniti su vecchie problematiche drammatiche e trascurando quelle di oggi che invece fanno danni senza morti o bombardamenti (che facciamo fare agli ucraini).

Ma ci riteniamo furbi e schietti quando in realtà siamo un popolo di cretini che sbraitiamo un giorno intero su Facebook o su Instagram se aumenta il pane o la benzina e il giorno dopo si cambia argomento discutendo di Totti e la Blasi con paritetico fervore.

Una ricorrenza che non pacifica vecchie ruggini e che non ha più senso perché abbiamo applicato alla lettera un detto di Mussolini: me ne frego.

Related Articles

Stay Connected

0FansLike
3,913FollowersFollow
0SubscribersSubscribe
- Advertisement -spot_img

Latest Articles