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Autostrade contro l’Italia

Sarà contento il mio editore che scrivo sul nostro sistema autostradale in considerazione che anche lui, come me, fa migliaia di chilometri in giro per l’Italia.

Non è quindi Autostrade per l’Italia, ma contro.

Rammento a me stesso la situazione delle nostre autostrade che sono pubbliche, pagate con i nostri soldi e poi date in concessione a privati perché sarebbe fonte di bestemmie per il lettore attento, ma è una situazione che da paradossale sta diventando drammatica.

Da noi le autostrade costano uno sproposito e spesso ci si ritiene dei miracolati se riusciamo a fare 50 chilometri continuativi senza cambi di corsia/rallentamenti/ code e via dicendo e se non c’è qualche incidente che ostacola la prosecuzione del viaggio.

Le nostre autostrade le ho fatte tutte e mi sono allenato, nel corso degli anni, con la E45 che va al Verghereto.

Una palestra ottima che ha surclassato alla grande la Napoli-Reggio Calabria che a sto punto è meravigliosa e sembra di stare in California.

Qualcuno obietta che due sono le componenti di tale disastro: l’elevato numero di auto in circolazione e la conformazione del territorio italiano.

Il primo è la logica conseguenza del fatto che il trasporto su rotaia costa uno sproposito perché il Frecciarossa delle 4.37 da Foligno per Milano costa andata e ritorno 107 euro a persona.

Quindi se è una famiglia di 4 persone non bastano 400 euro.

Meglio l’auto che costa meno e si è più liberi.

Sul secondo punto penso che un po’ si abbia ragione perché – ed esempio- in Germania le autostrade spesso sono drittissime perché è solo collina leggera e le montagne si trovano solo a sud verso le alpi e – soprattutto- in mezzo non ci sono cittadine, frazioni, località e casolari costringendo a fare percorsi sinuosi tra una proprietà e l’altra dell’Italia in quanto ai miei compatrioti puoi concupire anche la sua donna, ma mai la casa a pena di guerra dei cent’anni( 1337-1457).

Ne consegue che ci sono tracciati che risultano – a volte – esilarant, ma da rally.

Ma i cantieri?

Secondo me c’è perfidia nella manutenzione laddove spesso vengono assemblati e proposti quasi solo in estate con operai alla Fornero (ossia di 67 anni) che stendono l’asfalto e rischiano l’infarto ora si ora no e soprattutto devono stare accorti ad non essere investiti dai furgoni killer tipo Ducato che viaggiano senza frenare a 180 chiometri orari.

Ma posano in opera l’asfalto drenante per noi, nelle loro intenzioni.

Poi accade l’inverosimile intorno al nodo di Bologna dove su 3 carreggiate una è chiusa e liberissima e se ti provi ad avventurartici , arriva la stradale che ti associa ai movimenti LGBTQ direttamente e senza Luan anestetico.

Ne consegue che la rete viaria italiana viene gestita presumibilmente da un somaro che non ha minimamente il polso della situazione in tempo reale e che trova nelle barriere di pagamento la massima espressione della inefficienza.

Se poi avanti c’è un tedesco che deve infilare il tagliandino di ingresso e inserire la carta di credito per pagare, l’italiano da il meglio di sé dopo 18 secondi e inizia a suonare il clacson verso il crucco di turno facendo riaffiorare quel sentimento anti tedesco che culmina nel godimento delle loro sconfitte a calcio a causa nostra.

Sul punto mi ricordo che un romano insolente fu fotografato con un cartello, all’esito della ennesima sconfitta a calcio, con Voi abbiamo perso solo quando eravamo alleati.

Non parliamo poi degli autogrill e dei costi di tutto dove campeggia un grande cartello con scritto Sei in un paese meraviglioso.

Avrei aggiunto, nonostante gli italiani.

I nostri autogrill sono belli e organizzati e c’è di tutto, perfino docce per i camionisti che – quando funzionano – mettono un cero a Padre Pio che hanno come effige sul retro del camion, ma tali aree sono l’emblema di uno scontro di civiltà:da una parte i dipendenti, sottopagati e stressati e dall’altra noialtri che per il fatto che paghiamo un servizio abbiamo l’intimo e inconscio obbligo di trattare da schifo i dipendenti che fanno anche 30 caffè in 3 minuti tra una imprecazione e l’altra.

Mi ricordo che un giorno dissi ad una barista :un caffè per cortesia ed ecco che mi portano a neuropsichiatria.

Sicuramente avrà pensato che ci stavo provando e anzi che non mi abbia denunciato per molestie.

Ho visto perfino con i miei occhi gente che pranzava/cenava al self service – lo giuro, ma non ho le foto – e che hanno finito di pagare il conto del 2020 la settimana scorsa a scapito del mutuo.

Come ho visto gente comprare ben 4 Camogli e 4 Coca Cola tra lo stupore degli altri utenti e l’interessamento della Guardia di Finanza che a questo punto ti reputa benestante.

Sicuramente gente sprovveduta perché – certe cose – si fanno di nascosto e se non altro per non provocare una sana invidia.

Sorvolo sul costo dei carburanti laddove – in linea astratta – dovrebbe costare anche un po’ di meno vista la domanda alta di utenti, ma certo è che la questione è orrenda, ma nulla in merito al fatto che spesso costa nel complessivo più il pedaggio che il gasolio per arrivare ad Aosta.

Ed è uno schifo perché paghiamo fior di tasse per non avere servizi adeguati o direttamente carenti a favore dei grandi gruppi industriali che speculano anche sulla loro madre.

Autostrade è l’emblema di una capitalismo sordo e cieco e di uno Stato assente e il rimedio sarebbe di cambiare tipo di concessione laddove se da una parte ci deve essere manutenzione, dall’altra deve essere tarata in modo che non ci sia questo casino fenomenale per le nostre strade e programmando il tutto con analisi di previsione del traffico in base ai giorni con statistiche attendibili, a pena rescissione del contratto e controlli sulla manutenzione fatta da ditte che se affermano il falso vanno al patibolo senza processo.

La vicenda del Ponte Morandi a Genova non ci ha insegnato nulla se non che alla fine i grandi capitali vincono sempre.

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