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Appurare la verità sulla gestione dell’emergenza Covid, ma non sarà facile

Come avrete letto sui quotidiani, iniziano ad esserci le prime avvisaglie di andare a verificare cosa sia andato storto durante la pandemia Covid-19 che ha sconquassato la società italiana.

Oltre a ciò la istituzione di una Commissione di inchiesta parlamentare per verificare ulteriori responsabilità politiche.

E secondo la nostra beneamata tradizione italica, non si caverà un ragno dal buco, basti pensare – per esempio – ad Ustica.

Sappiamo tutti al meglio cosa sia successo e con il senno di poi mi viene ancora da ridere quando una parte del popolo scriveva andrà tutto bene laddove io invece – inimicandomi parecchie persone – dicevo allo stesso tempo che andrà tutto a schifìo.

E, purtroppo, avevo ragione.

Potrei, sulla base dei dati che ho per motivi professionali, tuonare verso chi ha gestito la pandemia, ma lo scopo del presente articolo non è questo ma svolgere un’altra comunicazione rivolta al lettore equilibrato.

Il problema è nato con la comunicazione errata da parte di tanti se non di tutti, che ha alimentato questa frattura sociale che la ritengo insanabile tra vax e no vax dove, nei fatti concludenti, ritengo che forse quest’ultimi tutti i torti non li avevano.

E lo affermo da persona sessantenne tri vaccinata.

È stato un tourbillon di proclami volti a terrorizzare la popolazione al punto che poi, come ben sapete, siamo stati reclusi in casa per mesi con tutte lo conseguenze sociali che ben abbiamo visto.

Tanto per far assaggiare ai giustizialisti cosa significhi arresti domiciliari.

Burioni, Crisanti, Pregliasco e chi più ne ha più ne metta, hanno tuonato – con infinita cattiveria umana e scientifica – contro chi non si voleva vaccinare e alimentando un odio che non sarà più sanabile.

Sui grandi quotidiani poi c’era l’intervento anche di professionisti sanitari, perfino i lettighieri, per lo più sconosciuti, che hanno acquisito momenti di gloria e visibilità quando hanno detto la loro contro i no vax augurando perfino la morte sui social.

Appartengo a quella schiera di italiani che si è vaccinata a malincuore – come il 99% degli italiani che lo hanno fatto – per poter andare a lavorare.

E questo la dice lunga su come sia stata gestita male la questione e alimentando la discrasia del popolo di sinistra che cantava dai balconi O bella ciao per poi permettere che un governo a trazione di sinistra non avesse soluzioni a tutela del posto di lavoro di chi non si fosse vaccinato, con il risultato che sono saltati posti di lavoro e famiglie.

Salvo poi gridare al fascismo adesso con il governo Meloni o fare manifestazioni per quattro deficienti di Firenze che hanno aggredito un ragazzo ammantando il tutto di antifascismo.

Bene, bravi, bis.

Perché questo è accaduto e ha comportato un ulteriore allontanamento dell’elettorato di tale partito dallo stesso quando si è verificato la perdita delle garanzie sindacali di tutela del posto di lavoro.

Contestualmente il massacro inumano delle partite Iva , molte chiuse o fallite.

Un capolavoro sociale di una sinistra liberticida sotto ogni punto di vista che ha perso l’identità ideologica a tutela dei lavoratori e svilendo le battaglie di Luciano Lama, laddove l’incipit di tale debacle, è iniziato con l’approvazione della abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori nel silenzio assoluto dei sindacati che, conseguentemente a ciò, hanno avuto un giusto preoccupante calo degli iscritti e augurandoci tutti l’estinzione degli stessi sindacati.

Perché sostanzialmente gli italiani non li devi prendere in giro perché sono sprovveduti, non scemi.

Su tutto il grosso enigma della Magistratura che ha alimentato questo dubbio dei no vax non permettendo autopsie su chi morto in circostanze non del tutto chiarissime.

E quindi è stata una reazione non tanto assurda e immotivata, ma che aveva invece anche basi su falle giuridiche.

Il problema è stato anche altro e per lo più vergognoso.

I vax sono stati considerati di sinistra e i no vax di destra perché in Italia è sempre una questione non di principio, ma che l’altro non abbia ragione o addirittura torto marcio, ma è stata una enorme stronzata.

E lo dico a ragion veduta perché ho avuto amici ex Lotta Continua o Avanguardia Operaia che sono stati additati come fascisti solo per il fatto di essere no vax non tanto dal punto di vista scientifico, quanto per il credo ideologico che le libertà dovessero essere tutelate a prescindere e notando invece il fallimento di una politica governativa che se ne è sbattuta bellamente delle libertà costituzionali, calpestate con una non chalance preoccupante e sfiorando un fascismo un po’ più soft e alla faccia dei padre costituenti e lotte partigiane.

D’altronde Ennio Flaiano diceva che i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti.

E aveva ragione.

Questo ha comportato un inasprimento dei rapporti tra le rispettive fazioni che non giova alla società italiana che rimane al palo ad aspettare svolte epocali come il Tenente Drogo ne Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati.

Ma non abbiamo avuto una Magistratura asettica, appiattita invece al potere governativo che non ha avuto la forza e autonomia di andare a verificare le istanze dei singoli cittadini in merito alla presunta sperimentazione dei vaccini stessi, dove le cavie sono state 60 milioni di italiani per violazione dell’articolo 443 del codice penale.

Nulla di ciò è stato fatto e nulla sarà fatto perché qualora emergesse la verità – che anche io non conoscono, ma posso supporre sulla base di un mix di dati scientifici e sensazioni – scoppierebbe la guerra civile.

E mi auguro quindi che non si venga a sapere cosa sia accaduto perché oltre alla perdita di fiducia nel sistema sanitario, si perderebbe definitivamente quel residuo di fiducia che si ha nella Magistratura.

Meglio lasciare il mondo com’è e quel che è stato è stato in considerazione che la privazione della libertà non ce la restituirà nessuno ed è meglio metterci una pietra sopra, per molti una lapide.

Evola diceva: Ognuno ha la libertà che gli spetta, misurata dalla statura e dalla dignità della sua persona.

E dignità, gli italiani, ne hanno ben poca.

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