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Usama Saad, quando la bellezza nasce dall’incontro di differenti culture

Una mostra al Museo Colle del Duomo di Viterbo dell’artista italo-egiziano

La bellezza nasce sempre dall’incontro di differenti culture. E di bellezza nell’opera di Usama Saad se ne trova molta. Bellezza che si può godere nella splendida cornice della città medievale di Viterbo, all’interno del Museo Colle del Duomo, l’artista italo-egiziano Usama Saad, con la collaborazione di Maria Gabriella Quercia e a cura di Ursula Bonetti, dove l’artista è ospite con “Ichthys” (Pesce), una mostra personale dedicate all’arte incisoria.

Usama Saad nasce a Il Cairo (Egitto) nel 1963, dove si laurea in Economia.

Inizia da giovanissimo l’attività di illustratore per il giornale della capitale egiziana Rose al-Yūsuf per poi trasferirsi in Itala nel 1986 dove, a distanza di un anno, riesce ad entrare al Centro Sperimentale di Cinematografia.

Nel 2005, dopo essere rimasto affascinato dall’arte incisoria, frequenta diversi laboratori ad Urbino che gli permettono di congiungere la cultura del suo paese d’origine con l’antica tradizione incisoria europea.

Per mezzo di queste tecniche dà vita ad un personale stile dove scritture coraniche, figure umane, animali fantastici e simboli esoterici, sempre ai confini dell’astrazione, che riportano ad enigmi senza tempo.

Ha inaugurato con i suoi lavori il padiglione Italia all’Expo di Dubai 2022 e una nota azienda alimentare italiana gli ha commissionato il disegno di un nuovo formato di pasta.

Con la ricchezza espressiva delle sue opere, Usama Saad testimonia sia che il Mediterraneo è la culla delle più grandi civiltà, sia che la bellezza nasce sempre dall’incontro di differenti culture.

𝐂𝐨𝐦𝐞 è 𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐞, 𝐜𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐟𝐢𝐠𝐮𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐨 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞?

“Nella mia vita è stato decisivo l’incontro con Ernesto Nino Palleschi, incisore e grafico di fama internazionale. Da qui la passione per un’arte antichissima di cui i primi esempi documentati ci arrivano dall’Egitto e dalla Cina fino a raggiungere il culmine nel rinascimento italiano (degne di nota ad esempio sono la produzione di Giovanni Bellini e del Parmigianino). Nasce così la mia collaborazione con le stamperie più antiche e prestigiose di Roma, come la Stamperia d’Arte Caprini, la Stamperia del Tevere e la Stamperia Ripa69”.

𝐈𝐧 𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐜𝐢𝐬𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐩𝐮ò 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐚𝐭𝐚 “trait d’union” 𝐭𝐫𝐚 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐞 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐞?

“Con la precedente mostra ‘Alfabeti Riflessi’, ospitata nella Casina delle Civette dei Musei di Villa Torlonia e poi nel Museo Colle del Duomo di Viterbo, ho utilizzato la scrittura, la calligrafia araba e l’arte incisoria come richiami simbolici di legami tra diverse culture. Le opere nate dalla collaborazione con 23 artiste di differenti paesi, testimoniano la ricerca di un linguaggio comune nella sperimentazione dell’arte incisoria la nonostante l’utilizzo di alfabeti, stili e tecniche diversi. Questa forma di arte partecipativa che accomuna più artisti contemporanei, crea dialogo e confronto con qualcosa di umanamente, stilisticamente e culturalmente diverso dimostrando che l’arte è la Koinè del linguaggio comune, che unisce le persone al di là di credo religioso o provenienza. E questo è anche il filo che unisce la mostra Alfabeti Riflessi con Ichthys”.

𝐏𝐮𝐨̀ 𝐬𝐩𝐢𝐞𝐠𝐚𝐫𝐜𝐢 𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐞𝐬𝐜𝐞 𝐨 𝐈𝐜𝐡𝐭𝐡𝐲𝐬 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐢𝐦𝐛𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚?

“Il pesce ha una forte valenza simbolica ancestrale per le diverse fedi e culture. È simbolo anche grafico del Cristo, diffuso nelle prime comunità cristiane, dato la parola greca Ichthus forma con le iniziali la frase ” Gesù Cristo Salvatore figlio di Dio”. In Cina e in India è il simbolo di una nuova nascita, ed era anche utilizzato durante i riti funebri. Nella tradizione ebraica, il pesce è un simbolo di Messia (indicato con la stessa parola). Simboleggia anche la fede, la purezza, e la Vergine Maria, mentre nella tradizione alchemica il pesce è interpretato come un simbolo di rinascita mistica. Nella vita è il simbolo dell’uomo che deve navigare anche controcorrente nelle varie fasi della vita e nella difficile contemporaneità. Il fatto stesso che la mostra attuale, come la precedente, siano state ospitate presso il Museo Colle del Duomo di Viterbo, può considerarsi un completamento di questo dialogo senza tempo tra fedi e culture. Il Museo infatti è stato fondato in occasione del Giubileo del 2000. La sua realizzazione è stata possibile grazie alla volontà della curia vescovile al fine di conservare il patrimonio storico e culturale della diocesi e della città ed è luogo di importanti convegni, mostre e laboratori didattici interculturali”.

𝐈𝐥 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐞𝐠𝐢𝐳𝐢𝐚𝐧𝐨, 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐮𝐬𝐩𝐢𝐜𝐢 𝐝𝐞𝐥 p𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐀𝐛𝐝𝐞𝐥 𝐅𝐚𝐭𝐭𝐚𝐡 𝐄𝐥 𝐒𝐢𝐬𝐢, 𝐡𝐚 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢 𝐚𝐥 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐮𝐫𝐨 𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐢𝐭𝐢 𝐚𝐫𝐜𝐡𝐞𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐢𝐧𝐚𝐮𝐠𝐮𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐢 𝐩𝐢𝐥𝐢 𝐦𝐮𝐬𝐞𝐚𝐥𝐢. 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚, 𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐩𝐚𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝐨𝐫𝐢𝐠𝐢𝐧𝐞?

“Sono molti anni che non torno in Egitto ma accolgo con gioia questo impegno del governo nel preservare il patrimonio storico e artistico immenso che abbiamo. Sia come artista, sia, e soprattutto, come uomo che è ben consapevole dell’importanza di educare e lasciare alle future generazioni di giovani egiziani, la consapevolezza e la ricchezza delle nostre radici. Sarebbe un piacere e un onore tornare ed essere testimone di questi cambiamenti, nonché esporre un giorno le mie opere, testimonianza dei destini incrociati tra Oriente e Occidente”.

𝐏𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨, 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐨 𝐬𝐮 𝐜𝐮𝐢 𝐬𝐭𝐚 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐧𝐝𝐨?

“Ci sono due progetti: uno riguardante una nota azienda alimentare italiana, per la quale ho realizzato due modelli per formati di pasta che coniugano l’arte visiva al piacere del gusto. L’altro riguarda la trasformazione del suono in un segno grafico. La rappresentazione grafica delle vibrazioni sonore richiede, come in altri miei progetti, la collaborazione di diversi artisti e professionalità come per esempio in questo caso quello di un tecnico del suono”.

Un’opera di Usama Saad

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Si ringraziano la curatrice della mostra Ursula Bonetti, la responsabile dell’Ufficio Mostre Archeoares Francesca Menna e Archeoares s.n.c. gestore del Polo Monumentale Colle del Duomo di Viterbo.

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