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Nove secondi per il paradiso

Non potete sperare che anche io con il mio editoriale non dica cosa pensi sulla questione che un bidello a Roma è stato assolto perché toccare una studentessa per 9 secondi sul sedere non è atto sessuale eh?

In più della materia ne mastico un pochino e sinceramente la questione mi ha spiazzato dal punto di vista tecnico per questa sentenza che definirla innovativa e anche sessista è un eufemismo.

Viviamo in un mondo di perenne guerra civile tra i sessi promulgata da una parte politica che vuole il politicamente corretto che poi viene smentito nei fatti di tutti i giorni e spiego il perché.

Da una parte abbiamo chi promulga e auspica un incremento della omosessualità e della disforia di genere anche verso ragazzini che non hanno più una sessualità ben definita e quindi incerti e spiazzati e genitori disperati.

Ne consegue che adesso ci sono pubblicità e serie Tv e perfino cartoni animati in cui c’è la relazione omosessuale come cardine di una asserita modernità di facciata che invece non è nulla di nuovo sotto il sole, dato che per gli antichi greci prima e i romani poi l’omosessualità era quasi la regola senza tutti questi tentennamenti cattolici che vedono l’atto sessuale come depravazione estrema e peccato oltre ogni limite.

Una società attuale che ostracizza, per altro verso, chi è eterosessuale, indicato come non moderno se non direttamente antiquato.

Sul punto la grande stampa italiana che se riporta il successo di qualche atleta, cantante -un personaggio pubblico per dirla breve- riferisce anche che è gay o lesbica come titolo principale e marchio distintivo del politicamente corretto, segno inequivocabile di una asserita modernità giornalistica, ma di facciata, in considerazione che a moltissimi se uno è gay o lesbica non gliene può fregare di meno.

Perché in persone per bene si verifica se l’interlocutore sia un cretino/cretina, non cosa combina con la roba sua.

Di converso abbiamo, come un Giano bifronte o un sommesso bipolarismo sociale, un sessismo portato all’esasperazione da altra parte politica in contrapposizione alla opposizione che sta portando tutti al baratro morale della società che vede nel governo attuale non tanto un ritorno al fascismo(ma dove ma quando?) quanto ai valori di riferimento di tale epoca buia, in primis la famiglia, fonte intima di un rinnovato fascismo, ma fluido per dirlo alla Zygmut Baumann.

Potete quindi immaginare che casino c’è facendo emergere l’intimo reazionario italico nel senso che ho ragione io – non tu.

Sono le eterne contraddizioni della nostra società italiana in cui ci sono persone di buon senso e uomini di buonsenso e altri che se vedono una donna in minigonna già partono per la tangente e ritengono di avere avanti una donna vogliosae in perenne fregola, non una donna che è libera di mostrare la sua bellezza senza che qualcuno la commenti in maniera inopportuna se non volgare.

Ma il problema, in quest’ultimo caso, è sintetizzato dalla frase “se l’è cercata” sulla falsa riga della medesima affermazione di Andreotti commentando l’omicidio di Ambrosoli.

Per meglio dire che nella nostra società, che rimane mediterranea e quindi maschilista, anche in caso di stupro non si va ad indagare il comportamento dello stuprante ma la psiche della donna come elemento della provocazione e finendo quindi, la donna stuprata, sulla graticola se non peggio dello stupratore.

Basti pensare alla vicenda del figlio di La Russa (sorvolo sulle uscite di lui che saranno pure consone come padre ma gravi come Presidente del Senato) in cui il 90% delle persone mettono in dubbio a prescindere la ricostruzione della ragazza che è stata massacrata.

Ma sul punto vedremo come finirà la questione al di là del Tribunale di Facebook.

Il problema è altro semmai ed è la dignità della donna oggetto di attenzioni particolari e come le percepisce, non del soggetto che le compie, in quanto nel sistema penale italiano si va a verificare il titolo del dolo (generico, specifico, eventuale) di chi commette il reato, mica come i comportamenti inopportuni (al di là dell’eventuale reato) vengono percepiti.

Perché magari un donna che viene palpata per nove secondi lo prende come gesto di estrema volgarità e sorvola (altre reagiscono con un calcio nelle palle) e un’altra per due secondi ti porta avanti al magistrato penale.

Julius Evola ebbe a dire:Ognuno ha la libertà che gli spetta, misurata dalla statura e dalla dignità della sua persona.

Per dire.

Ne consegue – presumibilmente perché non ho letto le motivazioni della sentenza – che il bidello in questione ha toccato il sedere della ragazza, ma senza libido nelle intenzioni.

Forse è sorto il dubbio, nel giudicante, che il bidello volesse verificare se la palestra ai glutei della ragazza con spinning avessero sorbito l’effetto di tanto sacrificio?

Non lo so, ma certo è che nove secondi per tale verifica (un paradosso), sono tanti, tantissimi e facendo tirare un sospiro di sollievo a tutti quei maschi deficienti che a questo punto si sentiranno legittimati a toccare qua e là culi e tette delle ragazze basta che stia sotto i tempi stabiliti in sentenza.

Se poi la ragazza la palpata anche di due secondi lo ritiene una violazione del corpo, della volontà e della dignità, non è un problema suo e decretando un balzo indietro, ma innovativo e drammatico, della giurisprudenza laddove anche per un bacio rubato è invece andata giù pesante.

Qui non si tratta più della certezza del diritto, ma di applicazione del buon senso giuridico che va di pari passo con una comunicazione errata sotto ogni punto di vista e che spiazza, sia benevolmente che malevolmente, i tifosi de noantri ancora al tempo dei Guelfi e Ghibellini per ogni cosa.

Perché manca una visione di insieme equilibrata e forte di uno Stato che sappia tutelare le fragilità, tutte le fragilità preferendo – in un rinnovato oscurantismo luterano – tutelare la società stessa e non il singolo individuo e a farne le spese sono le donne, schiave di beceri pruriti di uomini sui generis.

Ma con il viatico di sentenza “innovative” laddove tale parola significa aver preso lucciole per lanterne e di cui sono pieni i tribunali italiani.

Ogni uomo quindi potrà assaporare il paradiso, basta che stia sotto i 9 secondi perché ai 10 c’è l’inferno giudiziario.

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