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Scudetto Napoli, la città si prepara a festeggiare

I preparativi per la festa dello scudetto della squadra del Napoli sono iniziati da poco più di una settimana. Strade, vicoli, piazze, negozi e palazzi si presentano con striscioni, festoni, altarini, bandiere, murales e le immagini del loro idolo: Diego Armando Maradona. Una città dipinta d’azzurro. Una città che attende questo momento da trentatré anni. C’è chi già vede il terzo scudetto tra le mani ma c’è anche lo scaramantico che attende l’ultima partita, quella che almeno, matematicamente, conferma la vittoria e assicura i festeggiamenti. La squadra di Luciano Spalletti si è rivelata la più grintosa. Il distacco aritmetico e le ottime prestazioni del club hanno mandato in visibilio il popolo napoletano. Non solo un buon campionato ma anche delle stupende soddisfazioni in Champions League. Il luogo più gettonato e bello da vedere resta quello dei Quartieri Spagnoli dove anche i gradini di salita Paradiso sono stati dipinti. Giorno dopo giorno anche le altre città limitrofe al capoluogo hanno iniziato ad addobbare. Nel frattempo l’amministrazione guidata dal sindaco Gaetano Manfredi sta pensando a come gestire la festa. Tra i cittadini, dato il momento atteso e sentito, c’è chi pensa che i festeggiamenti dureranno per più di un giorno.

Piazza Plebiscito su prenotazione e a numero chiuso: il no dei tifosi

L’ipotesi di rendere Piazza Plebiscito a numero chiuso e ad accesso su prenotazione ha suscitato diverse perplessità tra i tifosi. La scelta è chiaramente di ordine pubblico ma c’è chi è contrario all’iniziativa, infatti scatta subito il “No”. Secondo il quotidiano “Il Mattino” i festeggiamenti potranno tenersi anche in altri luoghi. Alla tavola rotonda dove si sono riuniti il sindaco Gaetano Manfredi, il prefetto Claudio Palomba e il presidente del Napoli, Aurelio De Laurenti si è discusso proprio della festa. Non è mancato, infine, il battibecco tra il primo cittadino della città e l’investitore della società del club azzurro. Le altre location pensate sono il lungomare e Scampia, quest’ultima però, pare che verrà confermata dopo Pasqua.

A Salerno sono vietati i festeggiamenti

A Salerno, città che dista circa una cinquantina di chilometri dal capoluogo, esiste solo la Salernita. Da sempre rivale del Napoli e per questo motivo sono stati vietati i festeggiamenti. Nessuno striscione, nessuna bandiera e neanche una processione lo scudetto del Napoli non va festeggiato perché verrebbe considerato come un affronto. I tifosi della Salernitana in merito hanno divulgato anche un comunicato dove si percepisce chiaramente il loro dissenso. “Da sempre identità e tradizione, identità rappresentata dalla nostra Salernitana e dalla nostra Salernitanità. Nessuno venga ammaliato o rapito dai lustrini di altri palcoscenici calcistici vicini o lontani. In questa città e in gran parte della provincia esiste solo la Salernitana, ma non solo il giorno della gara, l’Ippocampo è vita e si respira nei vicoli della stessa, sui campi e sulle strade di provincia, nei bambini che giocano con la maglia granata e nei bar dove si raccontano storie di un calcio che non c’è più. Salerno è questa e tale deve rimanere nel rispetto di chi ha contribuito a renderla una delle piazze più calorose e invidiate d’Italia. A Salerno solo la Salernitana, che rappresenta la tradizione e la memoria storica di un intero popolo che non tifa per gli squadroni ma che da sempre è schierato a difesa della propria città e della propria identità. Tra qualche settimana il calcio italiano vedrà, molto probabilmente, una squadra riscrivere la storia e rimettere in discussione la potenza dei club del Nord Italia. Napoli sta per vivere il suo sogno, com’è giusto che sia, ma questo non ci appartiene” questo quanto dichiarato nel comunicato dai tifosi della Salernitana.

Sicurezza ed emergenza sanitaria: l’appello dell’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate”

Nessuno sa come sarà questa festa del Napoli in pochi sono pronti come lo stesso il 118. Dalle pagine social dell’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate” si legge che questo sarebbe il primo scudetto anche per il servizio sanitario, in quanto nell’epoca “Maradoniana” quello territoriale non esisteva. Sorgono in questo caso dubbi che riguardano l’organizzazione, la viabilità e il numero di autoambulanze che servirebbero per coprire il territorio. Da qui l’appello dell’associazione: “Festeggiate con responsabilità, non bevete alcolici, godetevi questo momento storico con la vostra famiglia, non sparate fuochi d’artificio, e se volete scendere in strada a festeggiare al suono della sirena di un’ambulanza fate spazio”.

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