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Wonderstep, dagli esordi con i Tiromancino ad una carriera solista sperimentale

Manlio Belpasso: “Nel corso della vita ne ho apprezzata tantissima, tutta direi…. dalla classica al rock, dal blues al jazz, dalla new-wave alla musica elettronica; quest’ultima è stata quella che mi ha dato, in seguito, la spinta a farne il mio lavoro”

Musicista eclettico, Manlio Belpasso in arte Wonderstep , esordisce musicalmente nel cuore di Roma con il frontman dei Tiromancino Federico Zampaglione. Con questo gruppo pubblica l’album “Insisto” che ebbe una buona recensione da parte degli esperti. Di li le strade dei due si separeranno e Manlio inizia una serie di collaborazioni che lo portano alla sua particolarissima produzione discografica con gli pseudonimi di Fuse Dr., Kunstliches Produkt.

Manlio, quando nasce la tua passione per la musica e soprattutto quali sono i tuoi artisti di riferimento?

“Mia madre dice che da piccolissimo, quando lei ascoltava musica classica, io d’istinto fingevo di suonare il pianoforte; ogni mobile o tavolino che mi arrivava alle braccia diventava la mia tastiera. È stata lei a farmi iniziare lo studio di questo strumento presso un’insegnante privato. Da quel momento la musica è stata il mio nutriente principale. Nel corso della vita ne ho apprezzata tantissima, tutta direi… dalla classica al rock, dal blues al jazz, dalla new-wave alla musica elettronica; quest’ultima è stata quella che mi ha dato, in seguito, la spinta a farne il mio lavoro. Gli artisti che più hanno influenzato il mio percorso compositivo sono stati soprattutto Herbie Hancock e i Kraftwerk.

Agli esordi della tua carriera di musicista stato il tastierista dei Tiromancino. Che ricordi hai di quella esperienza? Sei rimasto in contatto con i tuoi ex colleghi ?

“Quando mi si chiede di raccontare dei miei esordi con Zampaglione mi prende sempre un po’ male perché la nostra è stata una storia davvero particolare e non sicuramente troppo esaltante; parlo delle problematiche che hanno portato in seguito alla disgregazione della line-up originaria; l’unico musicista con cui sono rimasto in contatto è Alessandro Canini, oggi un GIGANTE della batteria e delle percussioni. Il mio incontro con Federico Zampaglione lo ricordo però come uno dei momenti più belli della mia vita. Dovrai fare un’intervista a lui e farti raccontare dell’ Interzone a via della Lungaretta , a trastevere… Un locale meraviglioso dove lavoravo come DJ nel 1991…. Uno dei nostri concerti più belli fu fatto li… e poi tanta storia … e la conosci”.

Le tue collaborazioni come sound designer sono svariate. Cosa fa di preciso un sound designer?

“Te la faccio semplice… Un sound designer è prima di tutto un musicista ed un arrangiatore, poi un conoscitore del suono inteso come ‘fenomeno acustico’ e ha quindi il compito di scegliere timbriche, strumenti ed effetti con i quali dipingere l’ambiente sonoro in modo da esaltare una composizione, evitando che diverse forme d’onda si scontrino sia a livello tecnico sia a livello armonico, tenendo scrupolosamente conto del genere musicale, del contesto intellettuale dell’artista e delle capacità espressive di quest’ultimo. Questa figura professionale lavora molto spesso anche con il Master Engineer nella finalizzazione di una produzione discografica”.

Attualmente la tua strada musicale si è incrociata con quella di Taloh, un emergente rapper romano. Che progetti avete in vista?

“Con lui c’è stata sintonia sin dall’inizio e al primo ascolto. Seguo da anni la scena R’n’B e Hip-Hop, compresa quella Trap e quando Taloh è venuto a farmi sentire i suoi provini, già veri e propri mix-tape, io non ho potuto che appassionarmi ai suoi testi e alla sua originale capacità di esprimerli; ho capito da subito che il suo flow unico e speciale avrebbe spaccato. Mi sto dedicando a lui da Ottobre dello scorso anno con la collaborazione di Matteo Gabbianelli della Kutso Noise Home e ho prodotto fino ad ora 6 brani, l’ultimo è REPLICHE uscito il 24 Marzo e distribuito da Orangle Records. Nel contempo abbiamo lavorato anche su del materiale adatto ad un primo album ma se ne parlerà in seguito, quando si arriverà a firmare con una major”.

Cosa ne pensi del panorama musicale attuale in Italia ? Alcuni vociferano di una rinata creatività, soprattutto nell’underground. Concordi?

“L’unico fenomeno realmente rilevante adesso in italia e che può essere interpretato come ‘rinata creatività’ è forse la scena underground Hip-Hop che esplora e arriva a sposarsi e contaminarsi con sonorità e stili ‘annuciati’ già anni fa da Battisti, Battiato, Finardi e altri pionieri forse oggi sconosciuti alla maggior parte delle nuove generazioni di fruitori. Tutto il resto è una noiosa e irritante rimasticazione di cose dette già benissimo da altri e nei tempi giusti. Aggiungo solo… Tutti ridevano di Jovanotti, tutti ridevano di Sfera…”.

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